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Lettera a ‘La Repubblica’ scritta da una tassista bolognese.
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Egregio Direttore, sono una taxista, una lettrice di Repubblica ed un ex elettrice (e sono anche stata candidata) del PD; presento il mio curriculum perché utile a comprendere ciò che segue.
La mia regola è che prima di parlare devo essere informata ed ho cercato di trasmettere questo a mio figlio. Oggi mi permetto di dirlo a Lei, al suo giornale e soprattutto al partito che ha dichiarato guerra alla mia categoria.
Del “Pianeta Taxi” non si sa nulla, sebbene i politici siano nostri clienti.
Non costiamo nulla alle amministrazioni comunali e garantiamo un servizio con tariffe controllate con nostre auto ibride ed ecologiche.
Il costo orario di un taxi (24 euro/ora) è inferiore al costo di un qualsiasi artigiano ed il caro benzina per noi non è una variabile.
Il mercato delle licenze, ogni nuovo taxista lo subisce e lo paga a caro prezzo (12 ore di lavoro giornaliere compreso Natale e San Silvestro).
Il tassametro fiscale dovrebbe far parte di una norma che il Parlamento non ha mai votato e noi nel frattempo ci adeguiamo ai criteri degli studi di settore.
Nessun organo pubblico si è mai occupato seriamente dell’abusivismo né del problema sicurezza. Eppure ogni tanto ci scappa il morto e spesso la rapina. La notte trasportiamo di “tutto” eppure quel “tutto” in un paese civile non dovrebbe esistere, ma per noi esiste.
Se c’è un taxista disonesto lo denunciamo e lo emarginiamo: non lo facciamo eleggere in Parlamento.
Il signor Bersani ne ha fatto una guerra ideologica. Sarebbe invece bastato studiare la realtà di un’Italia così diversa tra Udine e Napoli o Cesenatico e Milano.
Sarebbe bastato capire che a Roma Alemanno non ha vinto grazie ai taxisti, ma è Rutelli che ha perso perché politicamente vecchio e imposto.
Cambiare le cose in Italia si può e si deve, ma centrando i veri obiettivi che sono la corruzione e l’evasione fiscale. Questo ci differenzia dall’Europa.
Abbiamo già visto gli effetti delle liberalizzazioni del prezzo della benzina e delle polizze assicurative.
Abbiamo assistito alla vendita del Credito Italiano e della Commerciale. Qual é stato il beneficio per il paese? Sa chi è diventato proprietario della Comit?
Anche io vorrei vivere in un’Italia diversa, un’Italia ad esempio dove si nomina senatrice a vita Tina Anselmi.
Comunque, egregio Direttore, lotteremo con forza con ogni mezzo lecito.
Viviamo la crisi attuale causata dai banchieri e non staremo a guardare mentre un ex banchiere ci distrugge. Anche il taxista è un ex, un ex che ha perso il posto di lavoro e ne ha investito, rischiato e cercato un altro, senza gravare sulla collettività.
Combattiamo non per una fantomatica lobby o corporazione, ma per il futuro di migliaia di famiglie. Ci aspettiamo il sostegno di tutte le amministrazioni comunali.
Sono in gioco i servizi di assistenza a prezzi controllati per anziani e handicap, i servizi notturni e quello radiotaxi, per noi molto oneroso.
Se si vuole un servizio “alla greca” allora che tutti e dico tutti si abituino a scendere in strada a qualsiasi ora e con qualsiasi tempo a fermare un taxi con la mano. Se arriva…
Un Buon Anno. Da Bologna, ‘Parma-15′
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